10 Giugno 2018 - Clinica di Riabilitazione Terranuova SpA  (presso Ospedale S.Maria alla Gruccia - Montevarchi)
http://www.centroriabilitazioneterranuova.it/home/
  Alla Clinica di Riabilitazione di Terranuova SpA, presso l'Ospedale della Gruccia, è stato raggiunto un altro traguardo,grazie anche alla collaborazione dell'AVO Valdarno. Due nostri volontari, Scala Del Daria e Cappelli Enrico Maria, hanno selezionato e catalogato, in due mesi, oltre 400 volumi per la nuova libreria del CRT che è stata inaugurata alla presenza,fra gli altri, del sindaco di Terranuova B.ni Sergio Chienni, del Dir.Generale della USLsudest toscana Dr. Enrico Desideri, del Direttore Generale del CRT SpA Ing. Antonio Buoncompagni. Un grazie sincero a questi volontari per il buon lavoro fatto, che sembra non sia esaurito, ma destinato a proseguire per arricchire la biblioteca di altri volumi!!!
Due nostri volontari hanno selezionato e catalogato i volumi (oltre 350) . Un grazie sincero a Enrico Cappelli e a Scala Del Daria per il loro contributo.

Avo Valdarno premia gli studenti dell’istituto G. da San Giovanni

ECCO DAVVERO UN BEL MOMENTO PER PARLARE DELLA STORIA DELL'AVO E NON SOLO.

IN QUELL'OCCASIONE AVREMO DELLE TESTIMONIANZE E IL COMUNE DI MONTEVARCHI, A NOME DELLA CITTADINANZA, CONFERIRA' UNA TARGA DI MERITO ALLA NOSTRA PRESIDENTE ONORARIA, CASILLI ROSANNA, PER I TANTI ANNI DA LEI DEDICATI ALL'ASSOCIAZIONE, IN AIUTO DEI PIU' DEBOLI.

VI ASPETTIAMO IN TANTI !!!!!. 

IN OCCASIONE DELLA XXV GIORNATA MONDIALE DEL MALATO  RITROVIAMOCI  ALL’OSPEDALE S. MARIA ALLA GRUCCIA DI MONTEVARCHI, SABATO 11 FEBBRAIO P.V. ALLE ORE 16,00, PER PARTECIPARE ALLA S. MESSA, CELEBRATA DAL VESCOVO DI FIESOLE MONS. MARIO MEINI.
            VI SALUTIAMO ASPETTANDOVI NUMEROSI !!!!.
IX CONFERENZA DEI PRESIDENTI D'ITALIA A LECCE DAL 19 AL 21 MAGGIO 2017 APERTA A TUTTI I VOLONTARI - PER MAGGIORI INFORMAZIONI LEGGI  QUI SOTTO:


Erminio Longhini è tornato alla casa del Padre

Creato 05 Novembre 2016 Categoria: Noi insieme News


Erminio Longhini è tornato alla casa del Padre.

Senza di Lui ci sentiamo smarriti, ma siamo certi che il suo grande amore saprà accompagnarci e che il suo esempio ci guiderà.

Perdiamo un padre, un maestro, un amico.

Ai suoi famigliari, in questo momento di grande dolore, giunga l’abbraccio affettuoso di tutti i volontari AVO.

Riportiamo una parte del suo intervento al XX Convegno Federavo il 24 maggio 2015 in video conferenza, dove si parla del cammino della vita, di servizio, di reciprocità e della nostalgia del Padre.


25/10/2016:  QUALE ASSOCIAZIONE DEL TERRITORIO PARTECIPEREMO ALL'EVENTO CHE PRENDERA' AVVIO LA MATTINA, NELLA PIEVE DI S. GIOVANNI BATTISTA A S. GIOVANNI VALDARNO E TERMINERA' LA SERA ,DOPO CENA, CON UNO SPETTACOLO REALIZZATO DA  RAGAZZI.                                       VI SPETTIAMO NUMEROSI !!!!!!!

VEDI IL PROGRAMMA COMPLETO SOTTO:

Breve Descrizione del Corso:  Il progetto vuole promuovere un percorso formativo mirato ed avanzato aperto a tutti i volontari ed operatori di associazioni che intendono approfondire le tematiche della comunicazione, della relazione d’aiuto e dell’ascolto dell’altro, finalizzato a migliorare sempre di più le attività di accoglienza che le Associazioni coinvolte stanno svolgendo nel territorio del Valdarno e della provincia. Il progetto si propone di creare una rete sempre più forte tra le diverse Associazioni e amministrazioni pubbliche presenti nel territorio e di approfondire il ruolo e l’importanza del volontario nell’accoglienza
24/10/2016 Attenzione: L'iscrizione è stata prorogata fino al 27 Ottobre 2016

 

 

 

I

STITUTO MAGISTRALE STATALE “Giovanni da San Giovanni” LICEO LINGUISTICO – LICEO DELLE SCIENZE UMANE


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Piazza Palermo,1 52027 San Giovanni V.no

 

Impressioni rilasciate da alcuni studenti che hanno partecipato al progetto “Solidarietà nella Scuola” svolto con AVO – Associazione Volontari Ospedalieri -  A.A. 2015/2016 (Nella foto i 36 studenti che avendo portato a termine l'esperienza di cmpl. 10 ore si sono meritati l'attestato di frequenza che darà loro la possibilità di avere un "Credito Formativo", valido ai fini dell'esame finale. Gli studenti frequentano infattil'ultima classe di corso.)

  • L’esperienza dell’AVO è stata un’esperienza nuova per me.

 Era la prima volta che entravo in ospedale come volontaria. Inizialmente il sentimento di paura ha prevalso, ma grazie alla mia tutor la preoccupazione di rapportarmi in maniera sbagliata con i pazienti è svanita in poco tempo. E’ stato tutto molto naturale e ho capito quanto in questa situazione sia importante ascoltare. Le persone che sono in ospedale stanno molto tempo da sole e quando vedono qualcuno entrare nella loro camera, sorridendogli, il loro volto si illumina. Ti raccontano la loro vita, i loro problemi e soprattutto, le persone anziane, la loro gioventù. E’ stata un’esperienza bellissima ed emozionante dalla quale ho imparato molto. La cosa meravigliosa però è che non sono stata io a fare qualcosa per loro, ma sono le persone che mi hanno fatto uno dei regali più belli del mondo; mi hanno trasmesso la voglia di vivere che va oltre il dolore e la malattia.

Alessia Guerra 5°G

  • Noi abbiamo svolto il progetto AVO nel reparto di Medicina B, all’ospedale, con il nostro tutor Simone Venuti. Secondo noi questa esperienza è stata molto bella perché ti mette di fronte a una realtà che molte volte viene ignorata e che soprattutto noi giovani sentiamo lontana. Durante i due incontri in ospedale abbiamo conosciuto molte persone che hanno condiviso con noi le loro storie, regalandoci una grande emozione. Un momento che ci è particolarmente rimasto impresso è quando una signora ci ha preso la mano e baciandola e accarezzandola mentre ci ringraziava di essere lì a farle un po’ di compagnia. Ci tenevamo molto a ringraziare l’associazione AVO, i volontari e la scuola per averci permesso di fare questo progetto che speriamo continui e che sempre più persone aderiscano a farlo perché dà tantissimo ed è un’esperienza stupenda che tocca nel profondo.

 

  • Questa esperienza è stata davvero fantastica. Mi sono sentita benissimo dopo essere uscita dall’ospedale e dopo aver trascorso un po’ di tempo là dentro e dopo aver portato un sorriso a tutte quelle persone. Mi sono sentita fiera di me per aver aiutato tutte quelle persone che avevano bisogno di aiuto soprattutto per mangiare. Uscita dall’ospedale, sono tornata a casa tutta entusiasta e ho raccontato tutto ai miei genitori che mi hanno vista tutta contenta e mi hanno detto che anche loro stanno pensando di iniziare a fare questo tipo di volontariato. Penso proprio che, dopo la scuola, continuerò a farlo e continuerò a portare un sorriso a tutti coloro che ne hanno bisogno. Perché un sorriso i malati lo vedono raramente da parte di chi sta loro intorno e loro ne fanno ancora meno. Anche se ero in un reparto “pesante”, perché ero nel reparto dei malati terminali, mi sono divertita e mi sono sentita bene anche con me stessa dopo aver aiutato tutte quelle persone. E’ stato davvero bellissimo e non vedo l’ora di poter tornare lì e portare un sorriso a chi ne ha bisogno.
  • L’esperienza dell’AVO mi ha fatto capire che per far sorridere una persona basta veramente poco. Ogni volta che entravamo in una stanza sorridevamo e subito chi era ricoverato ci accoglieva e ci raccontava la sua storia, nonostante avessero gravi problemi di salute. Abbiamo sentito tante belle storie e conosciuto tante persone. Per questo rifarei subito quest’esperienza.

Margherita 

  • Dalla nostra esperienza all’AVO abbiamo imparato a conoscere una realtà diversa dalla nostra. Infatti, abbiamo avuto l’opportunità di conoscere persone gravemente malate alle quali è bastata una semplice chiacchierata o una carezza per migliorare la loro giornata. Nonostante sia stata un’esperienza breve, è stata molto forte ed educativa e che tutti dovrebbero provare almeno una volta nella vita; in quanto, una volta provata, ti sentirai di aver fatto qualcosa di importante anche con semplici gesti. E’ un’esperienza che sicuramente rifaremo durante il nostro percorso.

Arianna Hallulli  e Mariarosaria De Michele

  • L’esperienza con AVO mi è piaciuta molto e vorrei continuare in futuro. La cosa che preferisco è vedere come i bambini, all’inizio un po’ impacciati e timidi, comincino a sorridere e a giocare sebbene su di un letto di ospedale.

Beborah Morandini

  • Durante quest’esperienza ho avuto modo di vedere e conoscere una realtà che i ragazzi della mia età solitamente non hanno mai avuto modo di vedere. Ho capito che a volte anche un semplice sorriso o una carezza o addirittura un semplice buongiorno può fare la differenza per molte persone, soprattutto per coloro che lottano costantemente tra la vita e la morte. Questo perché anche soltanto dedicando pochi minuti del nostro tempo, facciamo smettere di far sentire i pazienti dei semplici numeri, ma anzi facciamo in modo che si sentano importanti e considerati. Quest’esperienza mi ha anche fatto crescere e aiutato a maturare facendomi capire che ci sono tante persone che hanno bisogno di me e del mio sorriso. Inoltre mi ha fatto capire che aiutare il prossimo mi fa stare bene. Quindi non ci dobbiamo mai abbattere ma dobbiamo essere sempre positivi e ottimisti perché se sorride chi è gravemente malato, lo possiamo fare tutti.
  • L’esperienza dell’AVO è stata molto bella per me perché ho capito che basta veramente poco per rallegrare una persona che si trova in difficoltà. Aiutare una persona che sta passando un momento brutto è bello in quanto capisci che nessuno è diverso e che ti permette di arricchirti con le loro storie e racconti. Ti arricchisce dal punto di vista morale e ti aiuta a capire quali sono i veri problemi della vita. Aiuta il prossimo perché un giorno il prossimo potresti essere tu….

Alice Cappuccioni 5°A

  • L’esperienza con l’AVO è stata sicuramente istruttiva e positiva. Fin dal primo giorno mi sono sentita a mio agio con la mia “coach” Giovannella che è riuscita a spiegarmi con molta chiarezza, gentilezza e soprattutto affidabilità mostrandosi sempre disponibile nel momento del bisogno. Le persone incontrate durante il volontariato sono state tutte sempre disponibili nel farsi ascoltare ed accudire. Un aspetto che mi ha colpito è stato proprio questo; ovvero che queste persone, spesso sole ed abbandonate, non vedono l’ora di ricevere visite, nella speranza che qualcuno non le abbandoni mai. Un’altra emozione che non scorderò mai è stata quella che nel parlare, ascoltare e nel dialogare con una vecchia signora in una sala dell’ospedale, la sua pelle, il suo aspetto, mi abbia fatto ricordare mia nonna, che purtroppo adesso non ho più. Successivamente ho provato anche l’esperienza nel reparto di pediatria ed è stato stupefacente osservare come una semplice bolla di sapone abbia fatto sorridere di gioia questi bambini.

Sara Lucattelli 5°F

  • Ho partecipato all’AVO ed è stata un’esperienza gratificante. Io ero nel reparto Ortopedia e Hospice, in cui per la maggior parte i pazienti sono persone anziane. E’ stato bello scoprire come un piccolo gesto di aiuto, o anche qualche scambio di parole, possa distrarli dal loro male, donando loro un sorriso e far del bene anche a noi. E’ un’esperienza che ti regala tanto e che mi piacerebbe sicuramente continuare.

Alessandra Puglisi 5°F

  • A mio parere è stata un’esperienza molto importante. Mi è servita soprattutto per capire quanto un gesto, per molti così semplice e banale, possa cambiare anche soltanto per un attimo la giornata di un bimbo costretto a vivere parte della sua infanzia in ospedale. Mi hanno colpito molto i ringraziamenti fatti, con il cuore in mano, da parte dei genitori di tali bambini ogni momento in cui arrivavano nelle loro stanze. Peccato  noi abbiamo avuto soltanto due giorni disponibili per recarci da loro; sicuramente però anche in due giorni ci è arrivato moltissimo e ci è servito anche solo per riflettere su cose in cui non ci soffermiamo mai.

Noemi Cuccoli 5°B

  • L’esperienza dell’AVO è stata sicuramente una delle più significative che abbia avuto l’occasione di fare. Regalare un sorriso o un momento di conforto a qualcuno può sembrare una cosa facile, ma è l’incarico più difficile che si possa “incaricare” a qualcuno; e nel momento in cui riesci a farlo è un momento di gioia anche per te.

Gaia Michelini 5°B

  • L’esperienza dell’AVO è stata molto significativa e importante. Andando in pediatria mi ha sorpreso come, con poco, si possa regalare sorrisi e attimi di serenità, sia ai bambini, che ai genitori; i quali vedono sorridere e giocare i propri figli e trovano anch’essi un po’ di serenità.

Sofia Pacini 5°B

  • Durante questi mesi abbiamo avuto la possibilità di fare parte di un’associazione: l’AVO. Essere volontari, anche se per poco, è stata un’esperienza positiva in quanto ci ha messi a conoscenza di un’altra realtà, che è quella della difficoltà. Tutti noi, almeno una volta, ci siamo trovati in situazioni difficili e sappiamo che, con l’aiuto di qualcuno, affrontare i problemi è più semplice. Un piccolo gest è capace di far scaturire delle emozioni immense e sarebbe bello se tutti lo sapessero. Consiglio a tutti questo progetto perché è in grado di farci vedere il mondo da un’altra prospettiva. Grazie.

Anna Piazza 5°F

  • Quest’esperienza è stata molto importante per me perché mi ha aiutato a crescere. Ero in pediatria, ma non sapendoci fare con i bambini, inizialmente non pensavo che mi sarei sentita a mio agio. Invece, dopo già dieci minuti che ero là, la tensione è sparita. Sono riuscita ad interagire con i bambini senza problemi, probabilmente grazie anche agli assistenti A.V.O. che sono persone adorabili. Per questo sono grata di aver partecipato: Ho sperimentato un altri tipo di realtà che mi ha sorprendentemente insegnato tanto. Il sorriso di bambini che passano le giornate in ospedale è più forte di quanto pensassi.

Francesca Borgheresi 5°F

  • Quest’esperienza mi ha fatto scoprire l’associazione nella quale mi sono integrata fin da subito. Ho imparato che con poco si può fare molto!!!

Chiara 5°B

  • Grazie. Con quest’esperienza ho capito che basta la presenza per far felice una persona; mi ha aiutato anche ad aprirmi con le persone.

Lisa Talluri 5°B

  • Il progetto AVO è stata una bellissima esperienza e una gradevole sorpresa; è importante sensibilizzare quante più persone possibile al fine di comprendere le due realtà: che i malati vivono negli ospedali e nelle case di riposo. Inizialmente non è stato facile rapportarsi con loro, ma grazie alla mia tutor, che mi ha spiegato il giusto approccio, mi sono aperta e ho cominciato a parlare. Medicina B è un reparto particolare e , a prima vista, potrebbe sembrare noioso in quanto popolato da anziani. Ma, una volta instaurato un rapporto, mi sono accorta che quei vecchietti, prevalentemente soli, avevano bisogno di un dialogo, anche se corto. Con un piccolo sforzo riusciamo ad ottenere un grande risultato, visibile negli occhi di quelle persone nel momento che dedichi loro un po’ del tuo tempo. Lo rifarei molto volentieri aumentando, però, le ore in ospedale.

Giada Gori 5°F

  • Quando ho cominciato il progetto ero un po’ spaventata. Non ero mai stata in un ospedale. Ho trovato questo progetto molto bello, che ti fa crescere tanto. Quando esci, dopo due ore passate all’interno dei reparti, ti senti veramente bene con te stessa. Riesci a far fare un sorriso ad una persona facendo molto poco. E’ un’esperienza molto importante che mi piacerebbe continuare. Sicuramente mi porterò dietro il ricordo per tutta la vita.

Elisa Bardi 5°B

  • Quella dell’AVO è stata un’esperienza unica. Mi ha aperto gli occhi su una realtà che vivo tutti i giorni ma che solo ora ho capito veramente. Purtroppo, però, è stata un’esperienza troppo breve per poter essere giudicata. Dico ciò perché io personalmente sto continuando individualmente come volontaria effettiva dell’AVO e più passa il tempo e più noto un ambiente totalmente diverso e più difficile da affrontare rispetto ai due giorni di progetto “pratico” con la scuola. In un ambiente come la casa di riposo c’è bisogno di più tempo per potersi rendere conto dell’importanza della figura del volontario in un contesto così abitudinario.

Annacarla Contino 5°B

  • L’esperienza dell’AVO è stata molto bella. Io ero nel reparto di riabilitazione all’ospedale, insieme ad una mia compagna di classe, che si è ritirata da scuola. La mia “tutor”, Maria Lucia di Cesare, è una ragazza molto brava e alla mano. Quest’esperienza la rifarei molto volentieri in quanto riuscivi a dare molto ma allo stesso tempo ricevevi tanto.

Camilla Pierazzi 5°G

  • L’esperienza dell’AVO è stata una sorpresa. Mi era stata assegnata la casa di riposo, che io avevo sempre visto come un ambiante triste e “vecchio”. Invece abbiamo trovato ragazzi giovani che animavano il pomeriggio con canti, balli e giochi. L’entusiasmo e la voglia di parlare degli anziani mi hanno colpita e fatta sentire utile. E’ un’esperienza da provare e magari continuare in un futuro.

Camilla

  • L’esperienza con l’AVO è stata molto bella e importante. All’inizio ero piuttosto scettica sull’esperienza nella casa di riposo perché la vedevo un ambiente molto lontano; alla fine invece si è dimostrata un’esperienza importante dalla quale ho imparato molto e mi sono ricreduta sull’ambiente della casa di riposo.

Irene Meli 5°E

  • Ho fatto volontariato AVO nel reparto di ortopedia e Hospice. Devo ammettere che è stata una forte esperienza. E’ stato bello poter aiutare le persone, ascoltarle e sostenerle. Spesso ci andavamo ed eravamo riusciti a regalare un sorriso. Il loro sorriso era talmente sincero che mi faceva stare bene per tutta la giornata. Questa esperienza mi ha fatto capire che spesso facciamo i capricci per cose futili, ci lamentiamo per niente e invece c’è gente che, nonostante stia male, sia fisicamente che mentalmente, trova la forza di andare avanti. Non ci rendiamo conto, a volte, di quanto siamo fortunati, non ci rendiamo conto di quanto è importante la vita di ognuno di noi e di quanto sia importante l’aiuto e l’ascolto verso gli altri. Soprattutto nel reparto Hospice ho visto la loro sofferenza, persone che appena parlavano, non mangiavano, piangevano disperate e, diciamolo, aspettavano la morte. Non ho potuto fare a meno di non commuovermi ed è stato lì che ho capito, soprattutto, quanto sia fondamentale il silenzio. Penso che il silenzio, in questi casi, valga più di mille parole. Infatti, spesso, quando entravamo nella stanza (per quanto possibile), ce ne restavamo in silenzio per qualche minuto. Cercavamo di far capire a chi avevamo davanti che poteva contare su di noi che gli eravamo accanto e che soffrivamo insieme. La seconda volta di volontariato, spesso le persone viste precedentemente non c’erano più. Questo mi ha generato una grande tristezza e pensavo che forse avrei potuto fare qualcosa in più per aiutarli. Questa esperienza è stata veramente bella e devo dire che mi ha sensibilizzato ancora di più. Mi ha fatto riflettere tanto e soprattutto mi ha fatto capire quanto sia importante avere, nei momenti più bisognosi, una persona al proprio fianco.

 

 

 

03/09/2015 (copia del messaggio trasmesso ai Volontari)

CARISSIMO VOLONTARIO,

TI INVIAMO IL PROGRAMMA RELATIVO AL 31° CORSO DI FORMAZIONE AVO VALDARNO. LA PARTECIPAZIONE TI OFFRIRA' ANCHE LA POSSIBILITA' DI AGGIORNARTI, CONSIDERATI GLI ARGOMENTI CHE VERRANNO TRATTATI ED IL VALORE PERSONALE DEI RELATORI. I VOLONTARI SCARSEGGIANO !!!! SAREBBE OPPORTUNO TROVARNE DI NUOVI. CHIEDIAMO ANCHE A TE, IN QUESTO MESE DI TEMPO, DI CERCARE UN NUOVO VOLONTARIO E PUBBLICIZZARE L'EVENTO. TI RINGRAZIAMO CONTANDO SULLA TUA COLLABORAZIONE.

UN CARO SALUTO                                                                          A.V.O. VALDARNO - IL CONSIGLIO ESECUTIVO


DOCUMENTI, FOTOGRAFIE E PRESENTAZIONI DEI SEMINARI  CHE HANNO ANIMATO IL XX CONVEGNO FEDERAVO SVOLTOSI A MONTESILVANO MARINA (Collegati al sito sotto: www.federavo.it/ )

PER NUCCIA Gennaio 2015.pdf PER NUCCIA Gennaio 2015.pdf
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Promozione XX Convegno AVO.pdf Promozione XX Convegno AVO.pdf
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PER MAGGIORI INFORMAZIONI O PER PRENOTARE TELEFONA ALLA SEGRETERIA A.V.O. VALDARNO  TEL.055982149 O AL CELL. N.3395828892 

Cari amici,

il giorno di Ognissanti ho fatto visita al Presidente Longhini che,  alla fine di un intenso incontro, mi ha voluto leggere e  poi affidare un messaggio di altissimo valore morale, denso di profonda umanità, dedicato a tutti i volontari dell’AVO e della AFCV.

Il messaggio era stato scritto a mano libera, in corsivo, con la sua grafia inconfondibile di medico, non sempre facilmente decifrabile: pertanto il Presidente mi ha chiesto di trascriverlo.  Data la delicatezza del suo scritto, prima di diffonderlo ho ritenuto indispensabile che lo rileggesse per essere certo di avere correttamente trascritto ogni parola del suo autografo.  Ieri sera Erminio Longhini  mi ha telefonato per darmi la sua approvazione, e ora consegno il file del messaggio alla cura delle Segreterie di Federavo e AFCV perché lo facciano conoscere a tutti gli iscritti.

Finisce qui il mio compito, ma non l’emozione oggi condivisa con tutti voi e che sarà rinnovata ogni volta che rileggeremo le sue parole, trovando in esse conforto e fiducia soprattutto nel momento dell’incertezza e delle difficoltà che non mancano, e non mancheranno mai nel corso della nostra missione e della nostra vita.

Con affetto, vostro

Claudio Lodoli

                                                                                                                                                                                                                                                          Il Presidente onorario

Cari volontari,

in questi giorni ho avuto notizia dai miei colleghi curanti che la mia malattia ha imboccato il rettilineo d’arrivo. Devo iniziare una chemioterapia che dovrebbe concedermi ancora un periodo di vita, quanto lungo non è possibile dire. Sia la volontà del Padre che sa quale è il mio vero Bene. Tempo, quindi, di bilanci personali con tanti pesi negativi, ma anche la gioia di vedere chiaramente i doni ricevuti dal Padre con l’intercessione di Maria Madre: la Fede, la professione più bella, la famiglia, le amicizie, le Scuole di vita (San Vincenzo, Centro San Fedele dei Gesuiti, Gruppi familiari, Movimento dei Focolari) e naturalmente l’AVO e l’AFCV, e ancora, perché no, i cani che aiutano a superare i momenti tristi con il loro incondizionato affetto. Quando la vita è al tramonto, infatti, non mancano i momenti bui, ma neppure i momenti di luce, di letizia, di consolazione. Ricordo passo a passo il sorgere di una idea insistente: la malattia deve essere vita, e pur nella sofferenza deve essere occasione di momenti lieti e fruttuosi. Momenti che si possono trovare nella meditazione e nella preghiera non più distratta a causa dei tanti impegni, nella lettura della Parola di Dio e anche nella necessità di amare e di donarsi. Tuttavia, per essere l’ “amore”, bisogna essere in due o più e giungere così alla reciprocità. La reciprocità è essenziale per una vita vera, e da questa convinzione nacque l’AVO. Ricordo come fossi stato preso dalla letizia di costruire qualcosa che potesse portare alla reciprocità, tanto preso nel veder crescere il nostro volontariato e di poter comunicare queste scoperte che venivano dalla gratuità (fonte di letizia), da non rendermi conto di essere stato solamente uno strumento del Padre, guidato da Maria. Non donavo ma ricevevo in dono. Ad un certo punto mi sono accorto di aver bisogno di aiuto da Maria Madre e da amici cari, e che era giunto il momento di passare il testimone. Così ho potuto cominciare a osservare dall’esterno il nostro volontariato che mi è apparso veramente bello e socialmente utile sotto molteplici aspetti. Da “emerito” ho potuto vivere anche la letizia di essermi liberato della sensazione di sentirmi necessario per la vita dell’AVO, scoprendo invece che gli “altri”, continuano in ogni caso a camminare su vie che portano a mete sempre nuove, importanti, originali. Ho compreso che l’intelligenza da sola può non essere niente se non si accompagna al “cuore”, che è materia necessaria ad alimentare la nascita e la crescita dell’amore reciproco. È necessaria la curiosità, non certo intesa come violazione del privato del prossimo, ma come volontà costante di conoscere il nuovo (ciò che ho sempre inteso fare attraverso le attività di ricerca anche in ambito professionale), di esplorare le nuove necessità sociali per riuscire ad adeguare ai tempi il dono prezioso di cui abbiamo avuto Grazia: cambiare la visione esclusivamente negativa della malattia. Come? Essendo vicini alla persona malata con l’intento di dissolverci nella sua volontà. Non ci si deve preoccupare delle grandi imprese: bastano gesti semplici che possono apparire di scarso rilievo a chi è in buona salute, ma di grande aiuto per il malato che così può percepire la nostra attenzione fraterna, e avvertire la possibilità che gli viene offerta di contribuire alla nascita della reciprocità. L’amore reciproco può dare frutti imprevedibili, impensabili, al di là di ogni speranza, perché dipendono dallo Spirito Santo promesso nel Vangelo. Di questa certezza ho trovato conforto Il Presidente onorario FEDERAVO - Federazione tra le Associazioni di Volontariato Sanitario • Via G. Dezza 26 • 20144 Milano anche nelle parole che mi furono rivolte da due Arcivescovi di Milano, Giovanni Colombo e Carlo Maria Martini, e dal Santo Papa Giovanni Paolo II. Questa è l’anima della “ricerca”, che non può venire meno soprattutto nel tempo del cambiamento generazionale; penso ai Giovani dell’AVO che vedo uniti nella ricerca delle vie che conducono all’amore reciproco fra loro e con i malati, facendo valere le capacità di inventiva e innovazione che i tempi in evoluzione richiedono. AVO Giovani non come AVO nell’AVO, ma futuro dell’AVO nel rispetto dei valori del presente. Nel cammino della mia vita sono passato dalla sponda del curante a quella dell’assistito: anche questa condizione mi ha aiutato a comprendere in maniera più profonda quanto sia importante la nostra vocazione. Oggi per il campo della gratuità si aprono nuovi spazi che si trovano oltre l’evoluzione tecnologica, le complicazioni della burocrazia e i limiti imposti dalle ristrettezze economiche. La dimissione di un malato non deve significare l’interruzione di un rapporto di reciprocità: se questo rapporto è sorto e la situazione lo richiede, non dobbiamo smettere di fare nostro il bisogno di amore da parte dei poveri e, soprattutto dei poveri più poveri. Nella soddisfazione di quel bisogno è insita la possibilità di offrire la loro sofferenza per la nascita di un mondo migliore. Spero che questi intimi pensieri di un malato possano essere una occasione di meditazione, di discernimento e ho sentito la necessità di affidarveli. Grazie a chi avrà pazienza e amore di leggere queste mie righe, scritte con tanto affetto                                                                                                                                  Vostro Erminio Longhini                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          1° novembre 2014

A.V.O. VALDARNO – Associazione Volontari Ospedalieri O.N.L.U.S.

Via Puccini,15/1

52025 MONTEVARCHI (AREZZO)

Tel. E Fax  055982149

Email: avovaldarno@virgilio.it

Web: www.avovaldarno.com

Buongiorno,


                    come accennato all’ Assemblea di sabato scorso, in questo anno che si sta concludendo, abbiamo fatto tante attività insieme, che hanno permesso alla nostra AVO di stare vicino alle persone nelle nostre case di riposo e all’ospedale.

Come prima cosa, in occasione di queste feste voglio ringraziare ciascuno di noi per la passione e l’amore che ha messo nello svolgere il servizio anche questo anno. Ognuno di noi tra mille impegni, da fare la Nonna a seguire i corsi dell’Università, è riuscito a donare agli altri quelle due ore settimanali che tanto sono attese dalle persone che andiamo a trovare. Quante storie, quanti volti, quanti sorrisi e quante lacrime porta ognuno di noi nel suo cuore alla fine di questo anno. Questi sono i doni più belli che ciascuno di noi ha ricevuto per questo Natale.

Non è un periodo facile quello che stiamo vivendo. Povertà materiale e spirituale sembrano prendere sempre più posto nella nostra società.  Rischiamo di sentirci schiacciati da difficoltà superiori alle nostre forze sul piano dell’economia e della convivenza civile, rischiamo di chiuderci in noi stessi perseguendo la logica dell’io e non più del noi.  In questa solitudine che ciascuno regala a se stesso si perde il senso del vivere insieme e la comunità è fratturata  sotto un martello che la sbriciola in componenti sempre più piccole sino alla riduzione del singolo individuo. Anche il Papa Francesco ha ribadito quanto sia importante aprirsi soprattutto a quanti sono più in difficoltà ed in ricerca di una speranza per la propria vita.  Sono tante infatti le persone che hanno bisogno di un gesto umano, di un sorriso, di una parola vera, di una testimonianza attraverso la quale tornare a scoprire il gusto della vita.

Queste parole devono arrivarci dirette al cuore: dobbiamo essere capaci di custodire il nostro prossimo; capaci di saper reggere la mano di un malato in un letto di ospedale, capaci di asciugare le lacrime di una famiglia che soffre insieme al proprio caro, capaci di giocare a tombola in una casa di riposo e capaci di stupire un bambino con le bolle di sapone. Non dobbiamo avere paura di testimoniare quello che siamo e quello nel quale crediamo!!

Per questo Buon Natale, amico mio: non avere paura. La speranza è stata seminata in te. Un giorno fiorirà. Anzi, uno stelo è già fiorito. E se ti guardi attorno, puoi vedere che anche nel cuore del tuo fratello, gelido come il tuo, è spuntato un ramoscello turgido di attese. E in tutto il mondo, sopra la coltre di ghiaccio, si sono rizzati arboscelli carichi di gemme. E una foresta di speranze che sfida i venti densi di tempeste, e, pur incurvandosi ancora, resiste sotto le bufere portatrici di morte. Non avere paura!.(Don Tonino  Bello)

Quante e-mail, telefonate e lettere stiamo ricevendo in questo periodo per ringraziarci del servizio fatto: oggi più che mai le persone apprezzano quello che facciamo e si rendono conto che la nostra associazione è “formata da persone stupende e dedite al volontariato più puro, basata su forti valori e sul rispetto degli altri, sull'operatività e sulla cooperazione sincera e priva di ogni interesse personale ”, e questo, oggi più che mai, diventa fonte di gioia per il nostro prossimo.

Questi per me sono i regali più belli che si potessero ricevere e le mail e le lettere ricevute sono le lettere a Babbo Natale più belle che si possa leggere.... con non poca tristezza, ma anche con tanta gioia per il lavoro che insieme abbiamo fatto insieme, ho deciso di dare le dimissioni come Presidente dell’Avo Valdarno.  Come sapete ho deciso di lasciare la Presidenza a causa di impegni personali non più conciliabili con il ruolo che mi è stato affidato e per mantenere forte quello spirito di serietà che tante volte richiediamo ai nostri volontari ed alle nostre Responsabili di Reparto. Lascio la presidenza, ma con nel cuore l’orgoglio di avere fatto il Presidente di questa magnifica associazione, che mi ha regalato tante soddisfazioni. Mi sono impegnato molto affinchè  l’AVO potesse diffondersi sul nostro territorio e soprattutto verso quei giovani nei quali dobbiamo tutti riporre le nostre più vive speranze. Abbiamo gettato un seme, con la convinzione che cada “sulla buona terra e cresca, e giunga a dare il trenta, il sessanta e il cento per uno”.

Voglio concludere questo augurio di Natale con un verso del profeta Isaia, dove ci sprona a farci sempre portatori di Speraza, in modo particolare in questi giorni vicini al Natale.

“Sentinella, quanto resta della notte?”

Resistere nella crisi (non solo economica, ma di senso e di significato); avere consapevolezza della sua esistenza, non rimuoverla, ma affrontarla; attraversare la crisi per superarla.

Con questa passione che ci anima, auguro a ciascuno di voi ed alle vostre famiglie un felice Natale e un Buon inizio 2014.

Andrea Rossi 

A.V.O. VALDARNO – Associazione Volontari Ospedalieri O.N.L.U.S.

Via Puccini,15/1

52025 MONTEVARCHI (AREZZO)

Tel. E Fax  055982149

Email: avovaldarno@virgilio.it

Web: www.avovaldarno.com

A T T E N Z I O N E !    A T T E N Z I O N E !
SABATO  14  dicembre  2013   ALLE ORE 15,30
PRESSO L’AUDITORIUM  DELL’OSPEDALE
I N C O N T R O  DI T U T T I   I    V O L O N T A R I       SI  RACCOMANDA LA PRESENZA              ____________________________
La sera del 18 dicembre alle ore 20, presso il ristorante “Giorgio” Via  Isonzo- (zona La Ginestra- lungo il torrente) Montevarchi, Ci sarà la cena Sociale . Spesa € 15,00. L’Ass.ne interviene con  €3,00 a  persona. Entro il 14 c.m. dare adesione .
 CERCHIAMO DI ESSERE IN TANTI, PER CONOSCERSI, FAR FESTA INSIEME, SCAMBIARSI GLI AUGURI..... PER ESSERE UNA FAMIGLIA NEL GRUPPO.  Grazie

CONTRIBUTO DI PARTECIPAZIONE: € 5,00 ( Per un coffee break ed un pranzo a buffet)  le prenotazioni, con il versamento del relativo contributo, potranno essere effettuate tramite la Segretaria dell' AvoValdarno, telefonando ai nn. 055982149/055980949, al cell.n. 3395828892 o tramite @mail: avovaldarno@virgilio.it. Saranno accolte fino al  3.11 p.v. , senza  possibilità di proroga. Ti aspettiamo!! 

  • 16 Luglio 2012: Il 20 Ottobre a Firenze si svolgerà la giornata nazionale AVO  

 Sono state selezionate strutture alberghiere disponibili ad accogliere coloro che vorranno partecipare alla manifestazione e pernottare la sera del 20/10. Per chi rimarrà  a Firenze è anche possibile prenotare una visita guidata di Palazzo Vecchio, domenica mattina 21/10, se ci saranno adesioni di circa 15/25 persone.

L'iscrizione è obbligatoria e gratuita per tutti, per l'intera giornata della manifestazione. Chi desidera rimanere per il pranzo, a buffet, è previsto un contributo di € 5,00 a persona .   ATTENZIONE: IL  TERMINE ULTIMO PER LE PRONOTAZIONI E' FISSATO PER IL 30 AGOSTO P.V.

Per ogni informazione Vi preghiamo di rivolgerVi direttamente alla segreteria AVO tramite il numero telefonico 055982149 


  • 02 Luglio 2012:  Il  Convegno Nazionale AVO  si terrà, quest'anno, a Pescara dal 10 all'11 Novembre p.v.


Per  visionare  meglio il programma clicca qui sotto: 

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